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Il santuario della Madonna della Scopa nella storia

L’APPARIZIONE DELLA MADONNA DELLA SCOPA

Una antica storia, tramandata oralmente dai nostri padri, racconta che, in tempi molto lontani, nel luogo dove ora sorge il Santuario dedicato alla Madonna della Scopa, si trovava una cappella campestre dedicata a Maria. Il luogo, localizzato in aperta campagna, era frequentato dai contadini e dai viandanti che transitavano lungo un’antica strada.
Con lo scorrere del tempo la chiesetta subì un increscioso abbandono e divenne un ricettacolo di sporcizie e luogo di deposito di attrezzi agricoli.
Maria, indignata per il deplorevole trattamento riservato ad un luogo a lei dedicato, si presentò un giorno, munita di una scopa, decisa a ripulire tutte le lordure lasciate dagli uomini per riportare splendore e decoro in quel luogo sacro, risvegliando nelle genti di Osio un forte pentimento e il desiderio di riparare ad un così grave peccato.
Da quel miracoloso evento germogliò sempre più viva e profonda la devozione degli abitanti di Osio Sopra alla Madonna che, per quella straordinaria apparizione con modi da “casalinga”, fu denominata la “Madonna della Scopa” e, l’umile chiesetta campestre a lei dedicata, fu da allora trasformata in un pregevole santuario ricco di vicende umane.

VICENDE COSTRUTTIVE

Risulta difficile individuare un preciso momento storico nel quale collocare la data esatta di nascita del Santuario a causa della mancanza di fonti documentarie precise su questo elemento. Sulla base di quanto rinvenuto, possiamo ipotizzare una datazione del primo edificio della chiesa anteriore all’anno 1155, anno in cui viene citata, per la prima volta, da Papa Adriano IV una piccola chiesa campestre dedicata a Maria nel territorio di Osio Sopra. L’edificio di questa chiesa doveva essere molto semplice considerata la sua collocazione in campagna.
Nel ‘500, successivamente alla visita pastorale di S. Carlo Borromeo nel 1566 si effettuarono degli interventi di modifica e ampliamento alla struttura del Santuario, realizzando un prolungamento della piccola navata della cappella di 5 m che inglobò il porticato esterno e quindi due pilastri affrescati che supportavano lo stesso.
Nel settecento, la chiesa si presentava con una forma allungata divisa all’interno in tre navate da colonne. Il fronte dell’edificio risultava decorato da una immagine affrescata della B.V. Maria e alla sua destra la figura di S. Zenone e S. Defendente, Santi presenti anche nella chiesa parrocchiale di Osio Sopra. La cappella risultava protetta da una volta dipinta, l’altare di marmo era impreziosito dal simulacro della B.V. ed era illuminato grazie alla presenza di una finestra che guardava a mezzogiorno.
Nel 1702 si provvide a ricostruire il campanile poiché quello vecchio rischiava di crollare compromettendo il coro della chiesa stessa.
Il campanile si presenta a base quadrata e si innalza per 15 m., costruito con l’utilizzo di mattoni rossi e ripartito sulle quattro facciate in tre sezioni da sottili cornici marcapiano che ne alleggeriscono la struttura; termina con una copertura che sovrasta la cella campanaria nella quale sono alloggiate cinque campane. Inizialmente nella cella campanaria erano alloggiate due campane successivamente sostituite nel 1765 ed una venne aggiunta nel 1879.
Successivamente la cella campanaria fu completata con la presenza di altre due campane collocate nel 1933.

LA COSTRUZIONE DELLA CHIESA ATTUALE

Con il termine “nuovo” non vogliamo datare l’edificio ai giorni nostri ma riportarlo al periodo in cui subì il suo ultimo aggiornamento nel 1902.
Fu per iniziativa del parroco Giovanni Cominelli che nel 1886 fu predisposta sul lato destro della chiesa una cappella con una ampia nicchia, ben decorata dove fu alloggiato il gruppo plastico dell’Apparizione della Madonna della Scopa, affiancata dall’angelo, realizzato dallo scultore Guglielmo Carminati. Nessuno, prima di allora, aveva pensato di commissionare una immagine o una statua che richiamasse l’episodio miracoloso della Madonna della Scopa.
Gli aggiornamenti migliorativi alla struttura furono in prima fase pensati da Don Cominelli e successivamente portati avanti da Don Guglielmo Monzani a partire dal 1902.
E’ da questa data che si modifica radicalmente la struttura del ns. santuario. L’edificio della chiesa preesistente fu parzialmente ridotto con l’abbattimento di una sua parte; inoltre durante l’esecuzione dei lavori si rilevò che la qualità dei muri esistenti risultava piuttosto “malsana” e quindi si provvide ad un suo rifacimento radicale.
L’avvenimento fu celebrato con la benedizione e la posa della prima pietra del santuario, collocata insieme ad una pergamena, nelle fondamenta del nuovo edificio sotto il pilastro a sinistra dell’altare sul quale si imposta l’arco del presbiterio. L’intervento ricostruttivo costò circa 28.000 Lire.
Il progetto di ristrutturazione della Chiesa fu affidato al celebre Arch. Virginio Muzio, che fu il direttore dei lavori ed il coordinatore di tutte le attività relative all’apparato decorativo interno della chiesa, coadiuvato da un gruppo di artisti che già avevano operato con lui in altri progetti: i pittori Giovanni Cavalleri, Abramo Spinelli e il decoratore Fermo Taragni.
I lavori iniziati nell’aprile del 1902 furono ultimati nel 1905 e l’edificio in quella occasione fu consacrato da Mons. Giacomo Maria Radini Tedeschi il 12.08.1905 alla presenza del suo segretario particolare Don Angelo Roncalli, eletto al soglio pontificio nel 1958 con il nome di Papa Giovanni XXIII.

IL VIALE DEGLI ANGELI

Il Viale degli Angeli che congiunge il Santuario della B. V. Madonna della Scopa alla comunità di Osio Sopra ed alla sua Parrocchia di S. Zenone, fu realizzato, su progetto di Dante Fornoni, a partire dal gennaio del 1931 secondo la volontà del Parroco di allora, Don Felice Pedrinelli (1920 – 1944).
Il Santuario in passato era raggiungibile percorrendo la vecchia via per Verdello. Per questo motivo occorreva pensare ad un percorso che fosse maggiormente caratterizzato da elementi che ne qualificassero la sua particolare funzione.
Il Parroco Don Pedrinelli commissionò alla Ditta Brozzoni di Costa Serina l’esecuzione di 18 statue di Angeli e di un arco trionfale a metà percorso del viale.
Gli angeli furono realizzati in cemento modellato.
L’arco di trionfo è l’elemento architettonico più significativo del viale degli angeli. Sulla trabeazione campeggia la statua di Maria con i piedi puntati sul globo terrestre, ad indicare la sua sovranità sul mondo intero, con ai lati due angeli che annunciano la sua presenza. Ai lati dell’architrave sono collocate due statue femminili raffiguranti due virtù teologali: a destra di Maria la Speranza e a sinistra la Fede.
Alla base del pilastro di destra compare La Carità e a sinistra una statua che raffigura la mansuetudine.
Successivamente nel 1936 il Viale degli Angeli fu arricchito ulteriormente dalla realizzazione di una imponente statua modellata in cemento, rappresentante Cristo Re collocata ai piedi del cavalcavia che congiunge il paese di Osio Sopra con via Corso Italia.